
Il tuo IT in cloud.
Gestito, protetto, conforme.
Server, applicazioni, postazioni di lavoro e backup in cloud, in datacenter europei certificati ISO/IEC 27001, 27017, 27018 e ISO 9001. Costi prevedibili, continuità operativa garantita, conformità GDPR e NIS2 inclusa. Noi gestiamo tutto — tu ti concentri sul business.
Zero hardware.
Un partner.
Cinque paesi.
Nessun server da comprare, raffreddare o sostituire. Le risorse sono attivabili in pochi minuti e scalabili con il business, senza investimenti iniziali in hardware. Servizi qualificati ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale), adottabili da aziende e Pubblica Amministrazione.
Per esigenze di sovranità digitale completa, progettiamo architetture anche su provider interamente italiano.
Nessun server da comprare, raffreddare, aggiornare. Solo costi operativi mensili, scalabili con il business.
Region cloud in Italia, Irlanda, Paesi Bassi, Francia e Germania, tre zone di disponibilità ciascuna. I tuoi dati in Europa, la tua azienda operativa ovunque.
Progettiamo, migriamo, gestiamo e proteggiamo. Un unico referente per infrastruttura, sicurezza e compliance.
Tutto quello che serve
alla tua azienda.
I tuoi server, senza la sala server
Macchine virtuali attivabili in minuti e scalabili quando serve, con backup, monitoraggio e aggiornamenti inclusi. Database come servizio gestito: relazionali, NoSQL, cache in memoria e vettoriali per le applicazioni con intelligenza artificiale. Scopri i percorsi di virtualizzazione.
Le tue sedi, una sola rete
I tuoi dati, sempre al sicuro
Il tuo ufficio, ovunque
La transizione ai tuoi tempi
Dal server al cloud, senza fermare l’azienda
Una macchina,
un’applicazione
o tutto.
Non serve spostare l’intera azienda per iniziare. Tre modi di entrare in cloud, ognuno con un perimetro chiaro e un canone mensile: la piattaforma la scegliamo insieme tra le quattro opzioni di hosting, la migrazione la facciamo noi.
Una macchina virtuale dimensionata sul tuo carico, con sistema operativo, backup, monitoraggio e aggiornamenti inclusi. Attiva in pochi giorni, si allarga quando serve. Per gestionali, applicazioni client-server e tutto ciò che ha bisogno di un server suo.
Se l’applicazione è web, la macchina non serve: la pubblichiamo su una piattaforma applicativa gestita o su hosting statico, con deploy automatico dal repository Git del tuo team, certificati, scalabilità e database gestito inclusi. Anche questo sito funziona così.
Server, file, posta, postazioni e backup, migrati per fasi con coesistenza tra vecchio e nuovo. Un piano, finestre di cut-over concordate, rollback documentato. La transizione ai tuoi tempi.
Un cloud gestito, non solo ospitato
Non forniamo solo risorse: progettiamo, configuriamo, monitoriamo e gestiamo l’intera infrastruttura cloud della tua azienda, sul cloud pubblico, su un cloud europeo o privato in Italia, oppure in sede. La piattaforma la scegliamo insieme in base a rischio, normativa e costi: tu decidi dove stanno i dati, noi ne curiamo architettura, sicurezza e operatività quotidiana.
Workload che gestiamo ogni giorno: ERP e gestionali, CRM, file server aziendali, database SQL Server e PostgreSQL, server di posta, ambienti di sviluppo e test, applicazioni web interne, portali documentali e sistemi di videosorveglianza centralizzata.
Configurazione, aggiornamenti, monitoraggio e sicurezza inclusi. Il tuo team si concentra sul business, non sulla manutenzione.
Più risorse in minuti, non in settimane. Nessun ordine hardware, nessun fermo per installazione.
Replica geografica e failover automatico. La tua azienda resta operativa anche in caso di guasti.
GDPR, NIS2, ISO/IEC 27001, 27017, 27018 e ISO 9001. Logging, cifratura e controllo accessi by design.
Esperienza dal campo
Ci hanno chiesto di lasciare il cloud pubblico.
Abbiamo progettato il datacenter per farlo.
Una banca di Roma ci ha incaricati di riportare on-premise tutte le applicazioni che giravano sul cloud pubblico e di ridurre i costi operativi, tenendo il cloud solo come disaster recovery. Non un’analisi di massima: il progetto esecutivo completo del nuovo datacenter, dai nodi al cablaggio, pronto per la gara d’appalto.
Non è una regola valida per tutti: è un conto da rifare ogni volta, con tutte le voci dentro. È quello che facciamo nell’assessment iniziale. E quando il datacenter proprio conviene, lo progettiamo: vedi virtualizzazione e server on-premise.
413
macchine virtuali
1.288
vCPU
537 TB
storage utile
18
nodi vSAN
40 GbE
rete spine-leaf
76 kW
potenza assorbita
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L’inventario
Fotografia completa dell’ambiente in cloud pubblico: reti virtuali, subnet e regole firewall, 413 macchine virtuali con CPU, RAM, dischi e IOPS, ruoli e dipendenze di una quarantina di applicazioni, criticità per il business di ogni macchina.
- 2
Il progetto
Due cluster VMware vSAN all-flash su 18 nodi Cisco UCS, 13 di produzione (tolleranti a due guasti contemporanei) e 5 di sviluppo, con deduplica e compressione: oltre 900 TB raw per 537 TB utili. Rete spine-leaf Cisco Nexus a 40 GbE con link aggregati e ridondati, 300 Gbps di throughput per la sincronizzazione vSAN, ottiche e cablaggio in fibra definiti fino al singolo connettore. Rack layout, potenza, raffrescamento, collegamento geografico per backup e disaster recovery, distinta base pronta per la gara.
- 3
I conti
Hardware e licenze, comprese 720 core Windows Datacenter, davano una cifra importante ma sostenibile. La sala dati no: 76 kW da alimentare con UPS al limite, raffrescamento insufficiente, spazio da verificare. E una voce decisiva che nessun listino riporta.
- 4
La voce mancante
Le persone. Un’infrastruttura così va presidiata da un team di sistemisti giorno e notte, con turni, formazione e sostituzioni. Nel canone cloud quel costo è già dentro; in un datacenter proprio va aggiunto, ed è quello che ribalta il confronto.
Con i numeri completi in mano, il cliente ha scelto in autonomia di restare sul cloud pubblico e ha usato il nostro lavoro per riorganizzare la sala dati residua.
Domande frequenti su cloud, datacenter e architetture ibride
Le domande che ci fanno più spesso quando si decide tra cloud, datacenter proprio e architettura ibrida.
Dipende dal conto completo, non dal listino. Hardware, licenze, energia, raffrescamento e spazio si stimano bene; la voce che quasi sempre manca è il personale necessario a tenere operativa l’infrastruttura giorno e notte, con turni, formazione e sostituzioni. Nel canone cloud quel costo è già incluso, in un datacenter proprio va aggiunto. In un caso reale seguito da noi, una banca di Roma con 413 macchine virtuali in cloud pubblico, il confronto completo ha portato a restare sul cloud.
Per un ambiente da circa 400 macchine virtuali e 1.300 vCPU abbiamo progettato due cluster VMware vSAN all-flash su 18 nodi, oltre 900 TB di storage raw, una rete spine-leaf a 40 GbE con link ridondati, 76 kW di potenza elettrica con il relativo raffrescamento, un collegamento geografico per backup e disaster recovery e le licenze di virtualizzazione e sistema operativo. A questo vanno aggiunti una sala dati adeguata e un team di sistemisti che la presidi.
Sì. Il cloud pubblico su cui lavoriamo è Microsoft Azure e siamo partner Microsoft nel programma Cloud Solution Provider (CSP): forniamo direttamente le subscription Azure e Microsoft 365 e ne curiamo architettura, sicurezza e operatività quotidiana. Lavoriamo sulle region Azure europee, con tre zone di disponibilità per region, e siamo certificati ISO/IEC 27001, 27017, 27018 e ISO 9001. Sulla stessa piattaforma pubblichiamo anche le applicazioni web senza macchina virtuale, con Azure App Service e Azure Static Web Apps collegati a GitHub.
Nelle region europee del cloud pubblico, in Italia, Irlanda, Paesi Bassi, Francia e Germania, ciascuna con tre zone di disponibilità fisicamente separate. Per requisiti di giurisdizione progettiamo anche su cloud europeo fuori dalla giurisdizione statunitense, su cloud privato in Italia o in sede, oppure architetture ibride: dati sensibili in Italia, workload operativi sul cloud pubblico.
Entrambi. Progettiamo datacenter e infrastrutture virtualizzate on-premise con VMware, Hyper-V, Nutanix e Proxmox, architetture ibride e ambienti in cloud pubblico. La piattaforma la scegliamo in base al rischio e ai costi del cliente, non a logiche di partnership: se il datacenter proprio conviene, lo diciamo e lo progettiamo.
Con un costo totale di possesso (TCO) su almeno cinque anni che includa hardware e suo rinnovo, licenze, energia e raffrescamento, spazio, connettività, backup e disaster recovery e, soprattutto, le persone che gestiscono l’infrastruttura. È il confronto che facciamo nell’assessment iniziale e che il nostro calcolatore TCO permette di impostare in autonomia.
No. Se l’applicazione è web, un portale, un’app interna, un’API, la pubblichiamo direttamente su una piattaforma applicativa gestita o su hosting statico, con la pipeline di deploy collegata al repository Git del tuo team: un push e l’applicazione è online, con certificati, scalabilità e backup gestiti dalla piattaforma, e il database su un servizio gestito. È così che funziona anche questo sito. Se invece è un gestionale classico che gira su un server Windows, la strada è una macchina virtuale dimensionata per lei, con backup e monitoraggio inclusi. La scelta si fa nell’assessment iniziale, insieme alla piattaforma di hosting.
Voucher Cloud e Cybersecurity MIMIT 2026
Questo servizio è ammissibile al voucher: contributo a fondo perduto del 50%.
AtWorkStudio è fornitore abilitato. Il contributo copre il 50% della spesa, fino a 20.000 euro, in acquisto diretto o con abbonamento di almeno 24 mesi. La domanda va presentata prima dell’acquisto: compilazione dal 20 ottobre 2026, invio dal 10 novembre 2026 al 20 gennaio 2027, in ordine cronologico.
Codici da indicare nella domanda
VCCFA2600000145-C1VCCFA2600000145-C2VCCFA2600000145-C3VCCFA2600000145-C4VCCFA2600000145-C9
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