Hardware cybersecurity
5 servizi ammessi

Fornitore abilitato MIMIT · Fondo perduto fino al 50%
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha stanziato 150 milioni di euro in voucher per PMI e professionisti che adottano servizi cloud e cybersecurity. AtWorkStudio è fornitore abilitato nell’elenco ufficiale (codice VCCFA2600000145), per tutte le categorie del bando: potrai utilizzare il contributo direttamente con noi.
Decreto direttoriale 29 luglio 2026 · Elenco dei fornitori ammessi
Il voucher si può spendere solo con i fornitori iscritti nell’elenco ufficiale del Ministero, consultabile sulla piattaforma Invitalia. Questa è la nostra voce di registro, con i codici servizio che indicherai nella domanda.
Pagina aggiornata il sulle fonti ufficiali del MIMIT: decreti, modulistica dell’8 ottobre e FAQ del 23 ottobre.
AtWorkStudio S.r.l.
Codice fornitore
VCCFA2600000145
23 servizi ammessi · 5 categorie su 5
5 servizi ammessi
6 servizi ammessi
5 servizi ammessi
6 servizi ammessi
D1D2D3D4D5D91 servizio ammesso
Nella domanda di voucher ogni servizio va indicato con il suo codice identificativo: il codice fornitore seguito dalla sigla del servizio. Per esempio, storage e backup con AtWorkStudio è
VCCFA2600000145-C2
Da qui all’invio delle domande (dal 10 novembre 2026) prepareremo insieme il piano di spesa con i codici già corretti: è il dettaglio che evita domande respinte per errori formali.
Fai i conti
Inserisci quanto vorresti investire in tecnologie e servizi cloud (categorie da A a D) e in servizi professionali di configurazione e supporto (categoria E). Il calcolatore applica le regole del decreto: 50% del piano, massimo 20.000 euro, spesa minima 4.000 euro, servizi professionali entro il 30%.
Hardware e software di cybersecurity, cloud IaaS e PaaS, SaaS: le categorie da A a D.
Configurazione, monitoraggio e supporto continuativo: la categoria E, al massimo il 30% del piano.
Stima indicativa sulle regole del decreto. Il contributo è concesso dal MIMIT in ordine cronologico, fino a esaurimento fondi e nei limiti del de minimis.
Gratuito · senza registrazione
Quaranta domande in tre passi: semaforo dei requisiti di ammissibilità, prima descrizione dello stato di partenza nelle cinque categorie del decreto, contributo stimato e checklist per la domanda. Il risultato resta online con un link personale via email ed è la base dell’offerta di AtWorkStudio.
Checklist pre-domanda
La compilazione è aperta dalle 12:00 del 20 ottobre nell’area riservata di Invitalia; l’invio apre alle 12:00 del 10 novembre e l’istruttoria segue l’ordine cronologico fino a esaurimento dei 150 milioni. Arrivare al 10 novembre con la domanda già compilata fa la differenza. Dodici cose da avere pronte, tutte previste dal decreto del 4 agosto 2026 e dalla guida alla piattaforma.
Compila la domanda: piattaforma, guida e contatti
La domanda si compila nell’area riservata di Invitalia, aperta dalle 12:00 del 20 ottobre; l’invio sarà possibile dalle 12:00 del 10 novembre. Il Ministero ha pubblicato le slide del webinar del 15 ottobre e la guida interattiva di Invitalia, uno sportello dimostrativo con le stesse sezioni della domanda vera.
Contact center Invitalia: area personale su invitalia.it e numero verde 800 775397, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18.
Identità digitale del legale rappresentante
SPID, CNS o CIE per accedere all’area riservata di Invitalia, dove si compila la domanda. Chi delega deve prepararla per il delegato.
Impresa censita in «Anagrafica e deleghe» di Invitalia
Prima di compilare, il legale rappresentante entra con SPID, CIE o CNS, aggiunge l’impresa con il codice fiscale e conferma i dati del Registro Imprese. Da lì può creare una delega in lettura o in scrittura a un consulente o collaboratore: il delegato compila ma non firma. Il lavoratore autonomo non si censisce, ma può delegare con una delega firmata digitalmente.
PEC attiva e firma digitale valida
Servono per compilare, firmare e trasmettere la domanda.
Contratto di connettività fissa da almeno 30 Mbps
Fibra, VDSL, FWA o satellite: le connessioni mobili non valgono. Deve essere già in essere alla data della domanda, dove basta l’autodichiarazione; il contratto, anche intestato a un terzo con sua dichiarazione, si esibisce all’erogazione.
DURC regolare al momento dell’erogazione
Il DURC non si allega alla domanda: il Ministero lo acquisisce d’ufficio prima di erogare il contributo, per le imprese (art. 7 c. 5 del decreto direttoriale 4 agosto 2026). Una posizione irregolare blocca il pagamento.
Assicurazione contro i rischi catastrofali, per le PMI
Dichiarazione prevista dalla legge 213/2023, richiesta in domanda a pena di irricevibilità (art. 5 c. 3 del decreto direttoriale 4 agosto 2026), sul modello pubblicato dal MIMIT l’8 ottobre. I lavoratori autonomi non sono soggetti all’obbligo. Vale anche per i beni in affitto, leasing o comodato, salvo polizza equivalente già stipulata dal proprietario (FAQ beneficiari 7-8).
Stato di partenza documentato
Cosa usi oggi in cloud e sicurezza e quale miglioramento porta il progetto, con evidenza delle nuove soluzioni.
Offerta del fornitore firmata, con i contenuti del fac-simile MIMIT
Identificativo del fornitore, codici dei servizi, stato di partenza e upgrade garantito, quadro economico con modalità di acquisto e canoni. Il fac-simile dell’8 ottobre non è obbligatorio, i suoi contenuti sì, e l’offerta va firmata dal fornitore (FAQ beneficiari 35). Un preventivo classico non basta.
Piano di spesa coerente
Almeno 4.000 euro, servizi professionali entro il 30%, e la scelta tra acquisto diretto e abbonamento di almeno 24 mesi già presa: dopo la domanda non si cambia (art. 8 c. 4 del decreto direttoriale 4 agosto 2026). Un contratto SaaS può essere ricondotto all’acquisto diretto (FAQ fornitori 40). Per un abbonamento si indica la somma dei canoni dei primi 24 mesi (FAQ beneficiari 34). Nella piattaforma si inseriscono solo le voci presenti nel catalogo pubblicato del fornitore nell’elenco, con il suo codice identificativo: una voce fuori catalogo non è ammissibile.
Una sola domanda per impresa
Può contenere più prodotti e servizi, anche di fornitori diversi, ma una volta inviata non si integra e non se ne presenta una seconda: il perimetro va deciso prima del 20 ottobre.
Spazio de minimis disponibile
Verifica sul Registro Nazionale degli Aiuti: se il massimale è esaurito la domanda viene respinta.
Nessun acquisto prima della domanda
Le spese sono ammissibili solo se sostenute dopo la presentazione. Nel fac-simile della domanda il programma risulta già avviato anche con un solo contratto, ordine, fattura o acconto: chi compra prima perde il contributo.
Le microimprese, le piccole e medie imprese (PMI) iscritte al Registro delle Imprese e i lavoratori autonomi con partita IVA, inclusi i liberi professionisti, anche di recente costituzione e senza bilanci depositati. Le FAQ MIMIT del 25 settembre 2026 chiariscono chi resta fuori: gli studi professionali associati (possono chiedere il voucher i singoli professionisti dello studio con propria partita IVA), gli Ordini professionali e le loro Fondazioni, le imprese agricole di produzione primaria, salvo attività secondarie con codice ATECO già attivo. Sono ammessi i CAF costituiti in forma di impresa, i consorzi qualificabili come PMI, i Confidi e le PMI soggette alla NIS2 anche per investimenti di compliance. Serve una connessione internet fissa con almeno 30 Mbps in download: fibra, VDSL, FWA o satellite, non una SIM o una connessione mobile.
Il voucher copre il 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 20.000 euro per beneficiario. La spesa minima ammissibile è di 4.000 euro. Il contributo è a fondo perduto e non va restituito.
Il voucher copre cinque categorie: hardware cybersecurity (firewall, NGFW, IPS), software cybersecurity (antivirus, SIEM, crittografia), cloud IaaS e PaaS (VM, storage, backup, VPN), cloud SaaS (ERP, CRM, Microsoft 365, e-commerce) e servizi professionali di configurazione e supporto (fino al 30% del piano di spesa).
No. La FAQ fornitori 52 del 12 ottobre 2026 esclude la modalità a consumo, anche quando passa per un credito prepagato, un plafond di utilizzo o report dettagliati dei consumi: il corrispettivo deve essere determinabile già in domanda. Si acquista solo con acquisto diretto, a corrispettivo determinato, o con abbonamento a canoni predeterminati di almeno 24 mesi, quindi anche i servizi cloud, IaaS, PaaS e SaaS, vanno offerti a importo predeterminato. La FAQ fornitori 51 chiarisce invece che in un abbonamento hardware e licenze possono restare di proprietà del fornitore, in noleggio, comodato o diritto d’uso, purché il beneficiario ne disponga per tutta la durata minima.
Sì, se chi presenta l’offerta e fattura è un fornitore iscritto nell’elenco MIMIT: vendor e distributori a monte non devono esserlo. La FAQ fornitori 50 del 12 ottobre 2026 lo chiarisce per la filiera vendor, distributore, rivenditore o system integrator, cliente. Se il rivenditore è accreditato per la tipologia del prodotto, in offerta e in domanda va il suo codice, anche per prodotti di marche non iscritte (FAQ fornitori 44). Se non lo è, l’offerta indica il fornitore originario accreditato con il suo codice, che va riportato anche in domanda (FAQ beneficiari 28), mentre offerta e fattura restano del rivenditore. Il modello MSP, con licenze intestate al partner e rivendute come servizio, rientra nel SaaS se il partner è accreditato e il servizio è censito (FAQ fornitori 43). Il procacciatore che non contratta e non fattura con il beneficiario non deve iscriversi (FAQ fornitori 9).
Le date sono fissate dal decreto direttoriale del 4 agosto 2026: la compilazione delle domande apre alle 12:00 del 20 ottobre 2026 sulla procedura informatica MIMIT (servono SPID/CNS/CIE, PEC attiva e firma digitale, fino al rilascio del codice di predisposizione); l’invio va dalle 12:00 del 10 novembre 2026 alle 12:00 del 20 gennaio 2027, con istruttoria in ordine cronologico fino a esaurimento fondi. Il punto più importante: le spese sono ammissibili solo se sostenute dopo la presentazione della domanda: chi acquista prima perde il contributo.
La domanda deve includere una dichiarazione sull’effettivo stato di partenza cloud e sicurezza e sul miglioramento previsto, con evidenza delle nuove soluzioni tecnologiche. Non basta allegare un preventivo: anche le offerte dei fornitori devono riportare i codici identificativi dei servizi, descrivere lo stato di partenza e l’upgrade garantito. Il piano è escluso in quattro casi: prestazioni analoghe a quelle già in uso, aggiornamento di versione senza miglioramento sostanziale, estensione di una licenza già posseduta, aumento di postazioni o utenze. Un fornitore abilitato serio costruisce l’offerta già in questa logica.
Il voucher è utilizzabile esclusivamente con fornitori iscritti nell’elenco ufficiale del Ministero, consultabile sulla piattaforma Invitalia: acquistare servizi da un fornitore non abilitato significa non poter accedere al contributo. Nella domanda ogni servizio va indicato con il codice identificativo del fornitore. AtWorkStudio è in elenco con il codice VCCFA2600000145.
Sì, a condizioni precise. Un fornitore collegato o riconducibile alla stessa compagine societaria del beneficiario non è escluso in automatico: beneficiario e fornitore devono essere soggetti giuridici distinti, l’operazione deve essere reale ed economicamente giustificata e vanno rispettate tutte le altre condizioni della misura (FAQ beneficiari 26). Lo stesso vale per un fornitore della stessa rete-contratto, cioè una rete d’impresa senza soggettività giuridica e senza fondo patrimoniale comune: non è di per sé una causa di inammissibilità, purché i due soggetti siano distinti e autonomi e il rapporto contrattuale sia effettivo e tracciabile; il Ministero si riserva di verificare l’autonomia dei soggetti coinvolti (FAQ beneficiari 27). In ogni caso il fornitore deve essere iscritto nell’elenco MIMIT.
Sì. AtWorkStudio è fornitore abilitato nell’elenco definito con decreto direttoriale MIMIT del 29 luglio 2026, con codice VCCFA2600000145, per tutte e cinque le categorie del bando: hardware cybersecurity, software cybersecurity, cloud IaaS/PaaS, cloud SaaS e servizi professionali (23 servizi ammessi in totale). L’azienda è certificata ISO 9001, ISO/IEC 27001, ISO/IEC 27017 e ISO/IEC 27018 e dispone di servizi qualificati ACN.
Dodici cose, tutte nella checklist qui sopra: identità digitale del legale rappresentante (SPID, CNS o CIE), PEC attiva e firma digitale, contratto di connettività da almeno 30 Mbps attivo alla domanda, DURC regolare al momento dell’erogazione, dichiarazione sull’assicurazione contro i rischi catastrofali per le PMI (legge 213/2023, a pena di irricevibilità, sul modulo del MIMIT, FAQ beneficiari 30), stato di partenza in cloud e sicurezza con il miglioramento previsto, offerta del fornitore con codici identificativi e upgrade descritto, piano di spesa da almeno 4.000 euro con servizi professionali entro il 30% e la scelta tra acquisto diretto e abbonamento già presa (art. 8 c. 4 del decreto direttoriale), perimetro completo del progetto (la domanda è una sola e dopo l’invio non si integra), verifica dello spazio de minimis sul Registro Nazionale degli Aiuti. E nessun acquisto prima di aver presentato la domanda: le spese sono ammissibili solo dopo.
Il MIMIT chiude lo sportello e lo comunica. Le domande già inviate ma senza copertura restano sospese in attesa di risorse liberate da rinunce, revoche o rideterminazioni; se non si liberano, decadono e il richiedente ne riceve comunicazione. Per questo conviene inviare la domanda il 10 novembre, non a gennaio. Dei 150 milioni, 71.065.813,34 euro sono riservati ai piani di spesa realizzati in otto regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia): nel resto d’Italia la dotazione effettiva è di poco meno di 79 milioni.
Sì, le Camere di Commercio pubblicano periodicamente bandi per la digitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese: nel 2026 il Bando Innovazione Digitale 2026 (PI26) della Camera di Commercio dell’Emilia ha chiuso lo sportello il 30 luglio. I contributi possono convivere con il voucher MIMIT purché destinati a spese diverse. Seguiamo i nuovi bandi nelle news.
Il Ministero aggiorna le FAQ ufficiali a più riprese, senza toccare date e importi. Le tornate, dalla più recente:
Il 15 ottobre il MIMIT ha tenuto il webinar sulla piattaforma di invio: slide e guida interattiva sono nella checklist qui sopra; la domanda si compila nell’area riservata di Invitalia dalle 12:00 del 20 ottobre, e lo sportello di compilazione è aperto dal 20 ottobre; l’invio apre il 10 novembre. Il dettaglio è nella news sulle FAQ per i beneficiari.
A rimborso, dopo che hai pagato integralmente il fornitore, con fatture quietanzate (FAQ beneficiari 37 e 38), e non prima di tre mesi dalla concessione (art. 7 del decreto direttoriale 4 agosto 2026). Puoi chiederlo in due quote, la prima dopo aver sostenuto almeno il 50% delle spese e la seconda a fine piano, oppure in unica soluzione. Le fatture devono riportare il CUP della domanda e il codice identificativo del servizio o prodotto. I termini: per l’acquisto diretto le spese vanno sostenute entro 12 mesi dal provvedimento di concessione; per l’abbonamento il contratto va sottoscritto entro 30 giorni dalla concessione e comunicato al Ministero entro 60 giorni, pena la decadenza (art. 4 c. 5), e valgono le spese dei primi 24 mesi, anche pagate in anticipo per una o più annualità (FAQ beneficiari 40); nel caso misto valgono entrambi i termini e il progetto dura al massimo 24 mesi dalla firma dell’abbonamento (FAQ beneficiari 42). La rendicontazione finale si presenta entro 30 giorni dalla conclusione, e il progetto è concluso quando le spese sono fatturate e pagate, senza aspettare la fine dei 24 mesi di abbonamento (FAQ beneficiari 41). Per presentare una richiesta di erogazione, anche in unica soluzione, bisogna aver sostenuto e pagato almeno il 50% del piano ammesso (FAQ beneficiari 39 del 1° ottobre 2026).
Sì, con una delega. Il legale rappresentante accredita l’impresa sulla piattaforma, crea il delegato nella funzione «Anagrafica e Deleghe», genera il modello di delega e lo firma digitalmente: da quel momento il delegato opera nei limiti delle autorizzazioni ricevute (FAQ beneficiari 31). La firma digitale del modulo di domanda resta però del legale rappresentante, o del lavoratore autonomo per sé stesso: solo un procuratore speciale registrato nel sistema può firmare al suo posto (FAQ beneficiari 32). Per compilare servono SPID, CIE o CNS, firma digitale, PEC attiva, la descrizione della situazione iniziale e del miglioramento atteso, le offerte dei fornitori con i codici identificativi e, per le PMI, la dichiarazione sulla polizza catastrofale sul modulo del MIMIT (FAQ beneficiari 30).
Entrambi hanno un compito, distinto. La FAQ fornitori 48 del Ministero e l’art. 5 c. 4 del decreto direttoriale 4 agosto 2026 stabiliscono che l’offerta del fornitore deve contenere una descrizione dello stato di partenza del richiedente in termini di cloud e cybersecurity e il miglioramento garantito dai prodotti e servizi offerti: quindi il fornitore deve prima verificare la situazione reale, con un assessment documentato, e poi scriverla nell’offerta. Il beneficiario, in sede di domanda, dichiara l’effettivo stato di partenza e il miglioramento previsto, e può allegare documentazione a comprova: la dichiarazione, e la responsabilità che ne deriva, è sua. Nessuna controfirma è richiesta dal Ministero. Per prassi propria AtWorkStudio lavora così: assessment tecnico prima dell’offerta, documento sullo stato rilevato controfirmato dal cliente, offerta che cita l’assessment e ne allega le evidenze. Così quello che dichiara il cliente e quello che scrive AtWorkStudio coincidono, e resta traccia di chi ha verificato cosa.
Con il nostro strumento gratuito di verifica su assessment.atworkstudio.it/voucher-mimit: 40 domande in tre passi, nessuna registrazione. Ottieni il semaforo dei requisiti di ammissibilità (dimensione dell’impresa, regione, connettività, identità digitale, de minimis, con un avviso per DURC e assicurazione catastrofale, che contano all’erogazione), una prima descrizione dello stato di partenza in cloud e cybersecurity nelle cinque categorie del decreto, il contributo stimato sul piano di spesa con il controllo dell’hardware generico non ammesso, un riquadro con i punti da chiarire prima dell’offerta (apparati già posseduti, moduli del gestionale, sede condivisa), i termini dopo la concessione e una checklist per la domanda costruita sulle tue risposte. Il risultato resta online con un link personale che ricevi via email ed è la base dell’offerta di AtWorkStudio: lo stato di partenza viene poi verificato con il cliente e messo per iscritto, prassi AtWorkStudio per rispettare quanto la FAQ fornitori 48 chiede all’offerta.
Richiesta
Ti diciamo se il progetto è ammissibile, come distribuirlo tra le categorie e cosa serve avere pronto per l’invio del 10 novembre. Senza impegno, rispondiamo entro 24 ore lavorative.
Non sai ancora se hai i requisiti? Prima del modulo puoi fare la verifica gratuita e allegare il link al risultato alla richiesta.
Scrivici per ricevere una consulenza gratuita su come utilizzare il Voucher Cloud e Cybersecurity MIMIT 2026 con AtWorkStudio. Ti aiuteremo a identificare i servizi ammissibili e a pianificare la spesa.