
Cybersecurity › EDR / XDR / MDR
L’antivirus non basta più.
Servono EDR e XDR.
Rilevamento e risposta su endpoint, server, dispositivi mobili e identità: analisi comportamentale, contenimento automatico e un team che legge gli alert e decide, anche 24 ore su 24 con l’MDR. Windows, Mac, Linux, server e mobile. Servizio erogato da un’azienda certificata ISO/IEC 27001, 27017, 27018 e ISO 9001.
Cosa vede, cosa fa da solo, chi decide
EDR (Endpoint Detection and Response) osserva il comportamento di ogni endpoint. XDR (Extended Detection and Response) estende lo sguardo a rete, email, cloud e identità e correla i segnali. Ma una piattaforma, da sola, produce alert: il servizio è quello che ci sta intorno.
Processi anomali, movimenti laterali, escalation di privilegi, tentativi di esfiltrazione, login da luoghi o dispositivi insoliti, token e sessioni rubati. Anche quando il malware non esiste ancora in nessun catalogo.
Isola l’endpoint compromesso, termina i processi malevoli, riporta indietro le modifiche, blocca l’account o forza la ri‑autenticazione dell’utente. Anche di notte e nei fine settimana, senza aspettare nessuno.
Il nostro team, in orario di lavoro: analizza gli alert, chiude i falsi positivi, indaga i casi veri e affina le regole. Fuori orario lavorano gli automatismi e arriva la notifica. Se serve una copertura continua, l’MDR aggiunge un SOC attivo 24 ore su 24.
Endpoint, identità e tutto quello che c’è in mezzo
Tutti i sistemi
Rilevamento comportamentale
Contenimento automatico
Identità nell’XDR
Login impossibili, MFA fatigue, token e sessioni rubati, privilegi che crescono senza motivo: l’XDR correla identità ed endpoint e risponde bloccando l’account o forzando la ri‑autenticazione.
Correlazione e SIEM
Evidenze per l’incident response
Timeline dell’attacco, indicatori di compromissione e log dettagliati: il materiale che serve al processo di incident response e alle notifiche al CSIRT Italia nei tempi previsti dalla NIS2.
Tre binari, una regola: si parte dai tuoi requisiti
Non siamo legati a un solo fornitore. A seconda dello stack già in uso, dei dati trattati, degli obblighi normativi e del contesto, Pubblica Amministrazione o infrastrutture critiche comprese, implementiamo EDR/XDR su tre binari, tutti con analisi comportamentale, protezione delle identità e risposta automatica. Nessuna piattaforma è la migliore in assoluto: implementiamo quella che riduce davvero il rischio, senza lock-in. L’origine del vendor e la residenza dei dati sono strumenti per requisiti concreti, non una bandiera; i nomi delle piattaforme sono nelle domande frequenti.
Per chi vive già in Microsoft 365: endpoint, identità, email e cloud in un’unica console, con le policy che seguono l’utente ovunque lavori. Meno integrazioni da mantenere, un solo posto dove guardare.
Vendor europeo, piattaforma unificata di prevenzione, EDR, XDR e protezione delle identità, qualificata dall’ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) al livello QC2 nel catalogo dei servizi cloud per la Pubblica Amministrazione. Per requisiti di residenza dei dati e di indipendenza dallo stack Microsoft.
Vendor con sede in Svizzera, Paese riconosciuto dalla Commissione europea come adeguato per la protezione dei dati, con data center in Italia. EDR, XDR, backup e disaster recovery su un’unica piattaforma, con l’MDR 24/7 del produttore in due livelli, fino al ripristino dai backup.
L’EDR che nessuno guarda
è un antivirus costoso
Molte aziende hanno già una licenza EDR attiva, spesso inclusa nell’abbonamento Microsoft 365, e non lo sanno o non l’hanno mai configurata: policy di default, soglie mai tarate, alert che nessuno legge. Il nostro lavoro comincia lì.
Lavoriamo in quattro modi: servizio completo, dalla progettazione alla gestione quotidiana; sola architettura e progetto, che poi realizza il tuo IT interno; sola consulenza, per audit, scelta della piattaforma e requisiti NIS2; oppure sola gestione dell’EDR/XDR che hai già. Il primo rischio che troviamo quasi sempre sono gli endpoint con Windows 10, fuori supporto da ottobre 2025: li mettiamo in evidenza e li portiamo su sistemi supportati con il Modern Workplace.
Servizio completo, sola architettura, sola consulenza o sola gestione dell’esistente. Un’azienda con una sede e una con cinquanta hanno la stessa domanda: chi legge gli alert.
Windows, Mac, Linux, server e dispositivi mobili, con le stesse regole e la stessa console. Nessun dispositivo di serie B.
L’XDR copre anche login, token e sessioni: l’attacco più frequente del 2026 non tocca il disco, usa credenziali valide.
Servizio erogato da un’azienda certificata ISO/IEC 27001, 27017, 27018 e ISO 9001. Membri di Clusit.
Domande frequenti su EDR, XDR e MDR
Le domande che riceviamo prima di sostituire un antivirus o di prendere in carico un EDR.
EDR (Endpoint Detection and Response) è una soluzione di sicurezza che osserva in modo continuo ogni endpoint aziendale, computer Windows e Mac, server Linux e Windows, dispositivi mobili, analizzando il comportamento dei processi e non solo le firme dei file. A differenza dell’antivirus tradizionale rileva minacce sconosciute tramite analisi comportamentale e machine learning, e può rispondere da solo: isola l’endpoint compromesso, termina i processi malevoli e riporta indietro le modifiche.
L’EDR protegge i singoli endpoint. L’XDR (Extended Detection and Response) estende il rilevamento a rete, email, cloud e identità, e correla i segnali di tutte le fonti. Un login da un Paese insolito seguito da un download anomalo su un endpoint è un attacco che l’EDR da solo vedrebbe a metà: l’XDR ricostruisce la catena completa e risponde su tutti i fronti, compreso il blocco dell’account o la ri‑autenticazione forzata dell’utente.
EDR e XDR sono tecnologie; l’MDR (Managed Detection and Response) è un servizio. Un SOC (Security Operations Center) presidia la piattaforma 24 ore su 24, 365 giorni l’anno: separa i falsi positivi dalle minacce vere, indaga e interviene, isolando i sistemi colpiti e contenendo l’attacco. Il produttore lo propone in due livelli. Standard: monitoraggio continuo, mitigazione automatica, isolamento, risposta manuale agli incidenti critici, analisi dell’incidente e raccomandazioni. Advanced: aggiunge la bonifica completa, compreso il ripristino dai backup e gli interventi da remoto sui sistemi colpiti. Quale dei due, e con quali regole di ingaggio, lo definiamo nel progetto: è un servizio progettato su misura per il Cliente, non un pacchetto a listino. È la scelta per chi ha bisogno di una copertura continua senza costruire un SOC interno.
No. L’antivirus si basa su firme note e blocca solo malware già catalogato. Le minacce moderne operano in memoria senza scrivere file (fileless), sfruttano strumenti legittimi del sistema operativo (living off the land) e sempre più spesso non toccano nemmeno l’endpoint: rubano una sessione o un token e usano credenziali valide. Solo l’analisi comportamentale su endpoint e identità può intercettarle.
Dipende dal servizio che scegli. Con la gestione EDR/XDR gli alert li legge il nostro team, in orario di lavoro: analizza, chiude i falsi positivi, indaga i casi veri e affina le regole. Fuori orario lavorano gli automatismi, che isolano l’endpoint, terminano i processi malevoli, bloccano l’account compromesso e avvisano, e il caso viene ripreso alla riapertura. Se serve una copertura continua c’è l’MDR: un SOC attivo 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, che indaga gli alert e interviene per contenere l’attacco. Livelli di servizio e perimetro li scriviamo nel contratto: niente promesse generiche in una pagina web.
Secondo il Cost of a Data Breach Report 2025 di IBM, tra l’inizio di una violazione e il suo contenimento passano in media 241 giorni, di cui 158 solo per accorgersene. Con il monitoraggio continuo e la correlazione automatica di EDR/XDR i tempi si accorciano drasticamente e il primo contenimento è automatico: isolamento dell’endpoint, terminazione dei processi malevoli e rollback delle modifiche.
Su tre binari. Il primo è lo stack Microsoft nativo: Microsoft Defender for Endpoint e Defender XDR, con la protezione delle identità di Microsoft Entra, per chi ha già un tenant Microsoft 365 e vuole identità, endpoint e cloud in un’unica console. Il secondo è Bitdefender GravityZone, piattaforma di un vendor europeo con EDR, XDR e protezione delle identità, qualificata dall’ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) al livello QC2 nel catalogo dei servizi cloud per la Pubblica Amministrazione. Il terzo è Acronis Cyber Protect Cloud, di un vendor con sede in Svizzera: EDR, XDR e MDR 24/7 su un’unica piattaforma che integra anche backup, disaster recovery e patching, così il ripristino dopo un attacco fa parte della risposta. Acronis ha un data center in Italia, tiene conto del GDPR nelle proprie policy di sicurezza e sta allineando la governance dell’intelligenza artificiale all’AI Act europeo; la Svizzera è riconosciuta dalla Commissione europea come Paese con un livello adeguato di protezione dei dati. Li nominiamo qui e non nel resto della pagina perché la scelta parte dai tuoi requisiti, stack esistente, dati trattati, obblighi normativi, e non da una preferenza commerciale.
Sì, ed è uno dei quattro modi in cui lavoriamo. Servizio completo: progettiamo, attiviamo e gestiamo. Sola architettura: definiamo policy, soglie e integrazioni, che poi realizza il tuo IT interno. Sola consulenza: audit della configurazione esistente, scelta della piattaforma, requisiti NIS2. Sola gestione: prendiamo in carico l’EDR/XDR che hai già, molto spesso una licenza attiva ma mai configurata davvero, e lo portiamo a fare il suo lavoro.
Sono una parte necessaria, non l’intero perimetro. L’articolo 21 della Direttiva NIS2 chiede tra le altre cose gestione degli incidenti, continuità operativa, sicurezza della catena di fornitura e uso di autenticazione a più fattori. EDR e XDR coprono il rilevamento e la prima risposta e producono le evidenze, timeline, indicatori di compromissione e log, che servono al processo di incident response e alle notifiche al CSIRT Italia nei tempi previsti. Il resto lo progettiamo insieme, a partire da un assessment.
Sì. Gli attacchi automatizzati non scelgono in base alla dimensione: il Rapporto Clusit 2026 mostra che le aziende italiane di ogni dimensione sono tra i bersagli principali. Le piattaforme EDR/XDR si dimensionano da una sede a cinquanta, il servizio si adatta a chi non ha un team IT come a chi ne ha uno, e il costo di un incidente non gestito, ransomware, esfiltrazione di dati, fermo operativo, supera di gran lunga l’investimento in protezione.
Voucher Cloud e Cybersecurity MIMIT 2026
Questo servizio è ammissibile al voucher: contributo a fondo perduto del 50%.
AtWorkStudio è fornitore abilitato. Il contributo copre il 50% della spesa, fino a 20.000 euro, in acquisto diretto o con abbonamento di almeno 24 mesi. La domanda va presentata prima dell’acquisto: compilazione dal 20 ottobre 2026, invio dal 10 novembre 2026 al 20 gennaio 2027, in ordine cronologico.
Codici da indicare nella domanda
VCCFA2600000145-B1
Sai cosa succede sui tuoi endpoint quando nessuno guarda?
Partiamo da un assessment della superficie d’attacco: endpoint, identità, email, cloud. Ti diciamo cosa hai già, cosa non è configurato e cosa manca, e poi decidiamo insieme come lavorare.