Il passaggio che le PMI aspettavano da mesi è arrivato: con il decreto direttoriale del 29 luglio 2026il MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) ha definito l'elenco dei soggetti abilitati alla fornitura dei servizi e prodotti agevolabili con il Voucher Cloud e Cybersecurity— la misura da 150 milioni di euro che coprirà il 50% delle spese in cloud e sicurezza informatica, fino a 20.000 € per beneficiario. L'elenco è la chiave di tutto il meccanismo: il voucher si potrà spendere solo presso i fornitori che ne fanno parte. Manca un solo tassello — lo sportello per le domande — e il tempo che resta è quello giusto per prepararsi.
Cosa è successo e cosa manca
| Tappa | Quando | Stato |
|---|---|---|
| Disciplina della misura (decreto ministeriale) | 18 luglio 2025 | Fatto |
| Modalità di formazione dell'elenco fornitori | 21 novembre 2025 | Fatto |
| Iscrizione dei fornitori (istanze su Invitalia) | 4 marzo – 27 maggio 2026 | Chiusa |
| Definizione dell'elenco dei fornitori abilitati | 29 luglio 2026 | Fatto — è la novità |
| Apertura dello sportello per le domande | Con successivo provvedimento | In attesa |
| Erogazione del contributo | Dopo la concessione | Max 2 quote (50% + saldo) |
Il punto operativo: le domande non sono ancora aperte, e chi promette il contrario sta vendendo fumo. Ma la pubblicazione dell'elenco era l'ultimo prerequisito formale — dalla pagina ufficiale dell'incentivo: «termini e modalità di presentazione delle domande saranno definiti con successivo provvedimento direttoriale, in esito alla formazione dell'elenco». L'esito c'è. Lo sportello è la prossima mossa del Ministero.
Come si consulta l'elenco (e come si legge)
L'elenco è pubblicato sulla piattaforma Invitalia e si consulta accedendo con identità digitale. Per ogni fornitore riporta denominazione, PEC, codice fiscale e — questa è la parte che conta — le singole tipologie di servizio per cui è abilitato, ciascuna con un codice identificativo composto dal codice fornitore più la sigla del servizio (ad esempio VCCFA2600000145-C2 per storage e backup). Quei codici finiranno nella domanda di agevolazione.
La cosa scomoda da sapere: l'abilitazione è per singola tipologia, non per fornitore. Un fornitore può essere in elenco solo per l'hardware ma non per i servizi cloud, o viceversa. Se il piano di spesa mescola firewall, backup in cloud e configurazione — lo scenario più comune — ogni voce deve corrispondere a una tipologia per cui il fornitore scelto è abilitato. Verificarlo prima evita di scoprire allo sportello che metà del piano non è ammissibile.
AtWorkStudio è in elenco, con tutte le categorie
Per quanto ci riguarda: AtWorkStudio è fornitore abilitato con il codice VCCFA2600000145, per tutte e cinque le categorie del bando — hardware cybersecurity (firewall, NGFW, router e switch, IDS/IPS), software cybersecurity (antivirus, monitoraggio, crittografia, SIEM, gestione vulnerabilità), cloud IaaS e PaaS (virtual machine, storage e backup, network e security, database), cloud SaaS (contabilità, HRM, ERP con funzioni AI, CMS ed e-commerce, CRM e centralino) e servizi professionali di configurazione e supporto. In totale 23 servizi ammessi: un piano di spesa completo può essere costruito con un unico fornitore, codici inclusi. L'elenco completo, voce per voce, è nella pagina dedicata al voucher.
Una precisazione doverosa, come sempre: l'abilitazione riguarda il fornitore, non garantisce il contributo al beneficiario — che dipenderà dai requisiti, dal plafond de minimis disponibile e dall'ordine di presentazione quando lo sportello aprirà.
Cosa fare adesso, prima dello sportello
- 1Verifica dei requisiti — PMI o lavoratore autonomo con partita IVA, connettività di almeno 30 Mbps in download e plafond de minimis disponibile nel triennio. Sono le condizioni che il Ministero controllerà per prime.
- 2Piano di spesa — minimo 4.000 €, con soluzioni nuove o migliorative rispetto a quelle già in uso (i doppioni non sono ammissibili) e servizi professionali entro il 30% del totale. Acquisto diretto, abbonamento di almeno 24 mesi, o una combinazione.
- 3Fornitore e preventivi — scegliere un fornitore abilitato per tutte le voci del piano e farsi preparare i preventivi con i codici identificativi corretti. Gli sportelli a procedura cronologica premiano chi arriva con la domanda già completa.
Fonti
- MIMIT — Decreto direttoriale 29 luglio 2026: definizione dell'elenco dei soggetti abilitati alla fornitura dei servizi e prodotti agevolabili
- MIMIT — Decreto ministeriale 18 luglio 2025: disciplina degli interventi
- MIMIT — Decreto direttoriale 21 novembre 2025: modalità di formazione dell'elenco
- MIMIT — pagina dell'incentivo «Sostegno alla domanda di servizi di cloud computing e cyber security», aggiornata al 30 luglio 2026
- Invitalia — Elenco dei fornitori ammessi, piattaforma vcc-elencofornitori.npi.invitalia.it
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Domande frequenti
Le risposte alle domande più comuni sull'elenco dei fornitori abilitati MIMIT.
Con il decreto direttoriale del 29 luglio 2026 il MIMIT ha definito l'elenco dei soggetti abilitati alla fornitura dei servizi e prodotti agevolabili con il Voucher Cloud e Cybersecurity. Solo le spese sostenute presso questi fornitori saranno ammissibili al contributo: l'iscrizione in elenco conferisce ai servizi dichiarati la qualifica necessaria ai fini dell'ammissibilità. L'elenco è consultabile sulla piattaforma Invitalia, accedendo con i sistemi di identificazione digitale previsti.
Non c'è ancora una data: termini e modalità di presentazione delle domande da parte di PMI e lavoratori autonomi saranno definiti con un successivo provvedimento direttoriale, ora che l'elenco dei fornitori è stato formato. La dotazione è di 150 milioni di euro e il contributo copre il 50% delle spese ammissibili fino a 20.000 € per beneficiario, in regime de minimis. Il tempo che manca all'apertura dello sportello è quello utile per preparare il piano di spesa.
Consultando l'elenco pubblicato sulla piattaforma Invitalia (vcc-elencofornitori.npi.invitalia.it), con accesso tramite identità digitale. Per ogni fornitore l'elenco riporta denominazione, PEC, codice fiscale e — voce per voce — le tipologie di servizio per cui è abilitato, ciascuna con il proprio codice identificativo (ad esempio VCCFA2600000145-C2). Attenzione: un fornitore può essere abilitato solo per alcune tipologie; ogni voce del piano di spesa deve corrispondere a una tipologia per cui il fornitore scelto risulta abilitato.
Sì, con il codice fornitore VCCFA2600000145 e per tutte e cinque le categorie del bando: hardware cybersecurity, software cybersecurity, cloud IaaS/PaaS, cloud SaaS e servizi professionali di configurazione e supporto — 23 servizi ammessi in totale. Questo significa che un piano di spesa completo (tecnologie più servizi professionali) può essere realizzato con un unico fornitore abilitato.
Tre cose: verificare i requisiti di base (PMI o lavoratore autonomo con partita IVA e connettività di almeno 30 Mbps in download, più il plafond de minimis disponibile); definire il piano di spesa — minimo 4.000 €, con servizi nuovi o migliorativi rispetto a quelli in uso e servizi professionali entro il 30% del totale; scegliere il fornitore abilitato e farsi preparare i preventivi con i codici identificativi corretti. Gli sportelli con procedura cronologica premiano chi arriva con la domanda già pronta.