In breve: dal 7 ottobre 2026 Exchange Online permette di inviare e rispondere da qualsiasi alias della propria casella, non più solo dall’indirizzo principale. Si attiva con un’unica impostazione per tutto il tenant e funziona in Outlook sul web, desktop e mobile. Prima di accenderla conviene però controllare regole di posta, journaling, message trace, caselle condivise e l’autenticazione dei domini secondari.
Cosa cambia
In Exchange Online una casella può avere più indirizzi: quello principale e uno o più alias (indirizzi proxy o secondari), per esempio info@, un vecchio indirizzo conservato dopo un cambio di nome, o l’indirizzo su un secondo dominio del gruppo. Finora gli alias servivano solo a ricevere: qualunque risposta partiva dall’indirizzo principale. Per scrivere davvero da un altro indirizzo si ricorreva a caselle condivise o gruppi di distribuzione con permessi di invio.
Con la funzione «Sending from Aliases», rimasta a lungo in anteprima pubblica e ora in disponibilità generale, l’utente può inviare da qualsiasi alias direttamente da Outlook, rispondere dall’alias a cui il messaggio era stato indirizzato e scegliere quali alias mostrare nei client supportati. Per chi gestisce Microsoft 365 è l’occasione per eliminare caselle e gruppi nati solo come ripiego.
Come si attiva
L’impostazione vale per tutto il tenant e la attiva un amministratore Exchange, in due modi equivalenti: dall’interfaccia di amministrazione di Exchange, in Impostazioni → Flusso di posta, attivando «Sending from Aliases»; oppure in Exchange Online PowerShell con Set-OrganizationConfig -SendFromAliasEnabled $true. Microsoft indica che possono servire fino a 60 minuti perché la modifica abbia effetto.
Gli alias dei singoli utenti si gestiscono come sempre dall’interfaccia di amministrazione di Microsoft 365. Se un intero dominio non deve inviare (o non deve ricevere), lo si imposta come «Receive-only» o «Send-only» con i parametri SendingFromDomainDisabled e SendingToDomainDisabled del cmdlet Set-AcceptedDomain. Restrizioni più fini, per singolo utente o singolo alias, vanno costruite con regole di flusso di posta o con policy interne.
Cosa vede l’utente
| Client | Come si sceglie l’alias |
|---|---|
| Outlook sul web | Impostazioni → Scrivi: si scelgono gli alias da mostrare e si selezionano |
| Outlook desktop (Windows e Mac) | Menu a tendina del campo «Da», oppure si digita l’alias a mano |
| Outlook mobile | Si tocca il campo «Da» e si sceglie tra gli alias disponibili |
In tutti i client le risposte partono automaticamente dall’alias a cui il messaggio era indirizzato.
Prima di attivarla: cosa controllare
Microsoft stessa avverte che la funzione cambia in modo significativo il comportamento di Exchange Online e che alcuni casi limite possono ancora emergere. Questi sono i punti da verificare:
- 1Regole che cercano un indirizzo preciso — regole di flusso di posta, journaling, regole di protezione e di instradamento scritte sull’indirizzo principale possono non riconoscere i messaggi inviati da un alias, e quindi non applicarsi a una parte della posta.
- 2Message trace — una ricerca sull’indirizzo principale non restituisce i messaggi inviati da un alias: per tracciarli va usato l’alias. Chi fa supporto deve saperlo, altrimenti un messaggio «non risulta inviato» quando in realtà è partito.
- 3Ambienti ibridi — la funzione vale solo per le caselle ospitate in Exchange Online. Con server locali ancora attivi, gli alias possono essere riscritti da quei server e le risposte automatiche di fuori sede possono partire dall’indirizzo di instradamento del tipo
nometenant.mail.onmicrosoft.cominvece che dal dominio aziendale. - 4Caselle condivise — l’invio dagli alias funziona solo in Outlook sul web, aprendo la casella con «Apri un’altra cassetta postale». Nel client Outlook non è supportato.
- 5Campo «Da» che cambia — se in Outlook erano stati configurati indirizzi o nomi visualizzati diversi da quelli della casella, dopo l’attivazione i messaggi inviati possono mostrare un mittente diverso da quello di prima.
- 6Autenticazione dei domini secondari — un alias su un altro dominio fa partire posta a nome di quel dominio. SPF, firma DKIM e DMARC di quel dominio devono essere allineati con Exchange Online, altrimenti con una policy DMARC restrittiva i messaggi rischiano quarantena o rifiuto. Questo punto non è nell’annuncio Microsoft: è il controllo che aggiungiamo noi, ed è quello che seguiamo con il monitoraggio DMARC.
Cosa manca ancora
La disponibilità generale copre le funzioni di base. Microsoft dichiara di valutare, senza impegnarsi a realizzarle, tre estensioni: nome visualizzato diverso per ogni alias, ulteriori controlli di filtro e di alias predefinito, e il supporto al calendario. Oggi quindi il nome visualizzato è lo stesso per tutti gli alias della casella, e il calendario non è ancora coperto dalla funzione.
Come la gestiamo noi
Prima di attivare la funzione sui tenant che gestiamo facciamo un giro di verifica: elenco degli alias e dei domini in uso, regole di flusso di posta e journaling che dipendono dall’indirizzo principale, caselle condivise usate solo per scrivere da un altro indirizzo, record SPF, DKIM e DMARC di ogni dominio che dovrà inviare. Solo dopo attiviamo, proviamo l’invio dai client che l’azienda usa davvero e spieghiamo agli utenti dove trovare l’alias. Se l’azienda archivia la posta, verifichiamo anche che l’archiviazione email continui a catturare i messaggi inviati dagli alias.
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Fonti
- Microsoft Exchange Team Blog — «Sending From Email Aliases – General Availability», 7 ottobre 2026
- Microsoft Learn — documentazione dei cmdlet Set-OrganizationConfig (parametro SendFromAliasEnabled) e Set-AcceptedDomain
- Microsoft Learn — «Add or remove email addresses for a mailbox in Exchange Online»